— No, stassera, — e la signora Eugenia ripete apposta le esse, — stassera è troppo presto. Non posso aver finito il vestitino. Verrò..... domattina. Sei contenta?
— No! Pronunzia bene la esse. Sss...
— Sss... cì.
— Cara! — La signora Eugenia le stampa un gran bacio sulla testolina rotonda in mezzo ai capelli nerissimi, fitti fitti e odorosi, mentre il Roero rimane sempre più stupito vedendo quel demonietto selvaggio così presto addomesticato, così tranquillo e ubbidiente.
— Anche il cappellino a Titi?
— Anche il cappellino.
— Anche le scarpine a Titi?
— Sicuro, povera Titi! Le prenderemo anche un paio di scarpine nuove. Come le vuoi? Di pelle nera o di pelle gialla, come ora sono di moda?
Lulù non risponde: sempre appoggiata alle ginocchia della signora Eugenia, alza gli occhi fissandola, mentre si prende un piedino con una mano: