— Anche il mio papà... porterà belle scarpine nuove.....

Poi, dopo un momento, soggiunge scrollando dolcemente la testina:

Stacera no!... No, stacera... Dopo... domani!

IV.
La Fáni innamorata.

— Appena posso affidare Lulù alla signora Eugenia, — aveva detto il Roero all'Olivieri, — corro a prendere il treno e vado subito a Bordighera o a Mentone a finir l'Arianna.

In un paio di settimane Lulù è stata felicemente conquistata dalla bella mammetta, ma il Roero, sempre dichiarando a tutti di voler partire e di aver una voglia matta di mettersi a lavorare, non si muove mai, e non fa mai niente. L'Arianna, con tutte le esortazioni della signora Eugenia, ammessa alle confidenze letterarie dell'elegante commediografo, rimane ferma allo stesso punto.

— Lavoro... qui! — E si batte la fronte colla mano. — Finchè non trovo il nuovo finale per il terzo atto, non posso ricominciare a scrivere.

Ma invece è un altro, è tutt'altro finale che ha sempre in mente il giovinotto! È il lieto fine di quella sua commedia di dispetti, di puntigli, di rabbia! Se l'Arianna è rimasta ferma allo stesso punto, la Fáni, invece, progredisce ogni giorno, e sempre più velocemente, con molto scapito, s'intende, per il povero Olivieri.

— Un chiacchierone che infila paradossi e paroloni e niente altro!..... Stefania un'intrigante? Una donna politica? Una donna pericolosa?..... Niente affatto! Ha dello spirito, ha del talento, vuol piacere e vuol che tutti le facciano la corte! L'Olivieri odia Stefania; è naturale: anche lui ha fatto fiasco! Però, sparlandone come fa, commette una indelicatezza!..... Carlo III, Emanuele II!..... Intanto nessuno può dir niente di positivo!..... Il ridicolo, la folla, il figlio di tuo padre... Tutta retorica avvocatesca! Oh, Rabagas, Rabagas, se la principessa di Monaco ti avesse concesso soltanto un'occhiatina!