È ormai pentito in cuor suo della risoluzione presa, della sua ostinazione di non metter più piede in casa Arcolei.

— Ho sbagliato. Invece di andarmene, di non farmi più vedere, dovevo rimanere e impormi! Ma adesso, abbassare le armi, cedere, non si può; vorrebbe dire sottomettermi per sempre a tutti i capricci, le bizzarrie, le tirannie della Fáni! Sopportare, accettare d'ora in poi, tutte le tremende civetterie della Fáni! Cedere, con quella donna, vuol dire perder tutto! Bisogna invece mostrarsi forte, prepotente, indifferente! Allora è lei che si riscalda, che prende fuoco..... Eppure no! È una donna troppo volubile, troppo strana; imperiosa e orgogliosa; manca di logica e non c'è un sistema possibile!.... Mostrarmi indifferente?..... Bravo!.... Son più di tre settimane che non mi fò vedere, che aspetto... e lei non si muove!... Niente!... Ha mandato un libro, una volta, poi suo marito, poi... più niente! Che cosa c'è di nuovo?... Perchè ci deve essere qualche cosa di nuovo!..... Tanta indifferenza, tanta freddezza, se fossero vere, sarebbero inesplicabili! In fine, se non me l'ha detto chiaramente, mi ha fatto capire chiaramente di amarmi!.... È stata qui!.... È venuta qui!.... Qualunque donna innamorata, che ha perso la testa non può far di più... È rimasta piccata! S'è messa anche lei di puntiglio!... Ma è innamorata... cederà!

E ogni volta che esce di casa o che rientra, lancia un'occhiata ansiosa nella sua casella in portineria, ma il libro avvolto nella solita carta azzurra, il libro tanto desiderato, non c'è. Ad ogni suono di campanello, spera un bigliettino da casa Arcolei; e tutte le sere, dopo le cinque e mezzo, manda fuori Lulù, manda fuori la Luisa e aspetta, dietro l'uscio, spiando ogni passo, ogni rumore, aspetta coll'orgasmo, colla febbre chiamando la Fáni, invocandola, minacciandola:

— Oh, se ritornasse!... Se ritorna!

Il campanello rimane sempre muto, la scala silenziosa. Nessuno entra in casa, nessuno si muove, nessuno vien mai a cercarlo a quell'ora! Almeno avrebbe un istante di speranza, di gioia!

Quando dopo aver atteso, sempre invano, per un'altra settimana, si persuade che la Fáni, ostinata, non cede e non si muove, manda al diavolo ragionamenti e risentimenti e pensa soltanto a trovar l'occasione, il pretesto di arrendersi, anche senza onore.

— Ah, sì! Sì! Voglio finirla! Finiamola!

E subito, l'innamorato, respira più libero e si sente felice.

— Sarà quel che sarà!... Dirà Rabagas tutto ciò che vuole, ma io non posso vivere, non posso stare senza quella donna!.... Sarà quel che sarà, e anche se non diventerò nè un grande scrittore, nè il drammaturgo della folla, poco male: tante seccature di meno! La Fáni, quando vuole, è molto più bella, più cara e più desiderabile anche della gloria!

E fischiettando la Carmen, ride alle spalle di... Rabagas.