Quel giorno stesso, alle cinque, l'ora solita di donna Stefania, va a fare una gran visita alla signora De Angelis; ma donna Stefania non si fa vedere. Anzi, è la signora De Angelis medesima che ne chiede notizia al Roero.
— Come sta la Fáni?..... È un secolo che non la vedo!
La mattina dopo, egli gira su e giù per via Manzoni, per via Santa Margherita, attraversa più volte piazza San Fedele, all'ora della messa... niente. Gira su e giù per il Corso, niente; non solo non vede la Fáni, ma nemmeno Carletto e Manòlo!...
Comincia a diventar nervoso, a inquietarsi, ad arrabbiarsi.
Come sarebbe stato felice in quel momento se gli fosse apparsa da lontano la devota voluttuosa, sia pure anche fra i due suoi antipatici corteggiatori!
Disperando, ormai, per quel giorno d'incontrar la moglie, si mette sulle tracce del marito. Gli fa la posta nei dintorni del municipio, in piazza della Scala, al club: anche don Giulio è invisibile. Al club, per altro, il Roero riesce a scoprire Carletto e Manòlo, loro due soli, in un salottino appartato, che giuocano all'écarté, e la vista dei due rivali, invece di turbarlo, questa volta lo consola.
— Finalmente!... Adesso saprò che cosa c'è di nuovo.
Il Faraggiola e l'Estensi lo accolgono con insolita cordialità e tutt'e due lo salutano chinando il capo allo stesso modo e tutt'e due torcendo le labbra, che stringono la sigaretta, colla stessa smorfia, che esprime il loro compiacimento, la loro simpatia.
— Oh! Oh! Il nostro caro Roero!
— Oh! Oh! Carissimo!