— Parte? — Il Roero è fuori di sè. — Parte?... Anche lui, per l'Egitto?

— Nossignore; per Montecarlo, — risponde tranquillamente il servitore.

— Vi prego; consegnategli subito questo biglietto. — E il Roero gli dà un biglietto di visita, sul quale ha scritto col lapis: Una sola parola, in fretta!

Il servitore lo fa entrare in un salottino, si allontana un momento e ritorna subito, seguito dal marchese in persona.

— Voi, carissimo Roero?.... Avanti! Avanti!.... Trovate qui anche l'amico Faraggiola. Ha pranzato con me, perchè stasera partiamo insieme per Montecarlo!

— Non vorrei disturbarvi....

— Ma no; ve lo assicuro! Noi che abbiamo appena finito di pranzare prenderemo il caffè e voi invece berrete il vermouth!

Quando il Roero entra nel gabinetto, vicino alla sala da pranzo, dove appunto c'è il servizio del caffè e dei liquori, gli viene incontro anche il Faraggiola che sembra più alto e più biondo nell'abito chiaro da viaggio. Carletto non profferisce parola, ma le sue labbra si schiudono rotonde segnando appena un — oh! — di maraviglia e di piacere, mentre prendendo fra le sue la mano del Roero, la stringe con due forti scosse, in due tempi.

— Volete parlarmi?... Venite nel mio studio o verso prima il vermouth? — Gli domanda l'Estensi che, vestito di chiaro come il Faraggiola, sembra invece più bruno e più mingherlino.

— No! No! Posso parlare con tutti e due! Anzi, sono felicissimo di avervi trovati qui, tutti e due. Che cosa c'è di nuovo, di vero nelle chiacchiere messe in giro?