I commensali non hanno mai visto il Roero di un'allegria così rumorosa. Si mettono in sospetto, si guardano l'un l'altro ammiccandosi, e prudentemente nessuno parla del grande scandalo del giorno.
— Beviamo, una bottiglia di Champagne? — propone il Roero alla fine del pranzo.
— Volentieri, se offri! Faremo un brindisi all'Arianna!
— Abbasso l'Arianna e tutte le donne dell'arte moderna! Sono più stupide e più oche di una tedesca gonfiata di caffè e latte! Ah! Ah! Il romanzo! Il teatro naturalista! È la vetrina di un figurinaio!... Il verismo? Il documento? Ma se la verità vera, di ogni giorno, è tutto ciò che vi ha di più innaturale, di più illogico, di più inverosimile, di più fantastico, di più maraviglioso! I mariti, per esempio! Chi mai da Aristofane a Shakespeare, a Molière, dal Boccaccio all'Ariosto, a Cervantes ha mai saputo creare nell'arte uno di questi nostri mariti vivi, in carne ed ossa, così epicamente grotteschi e così buffonescamente tragici?
Fedora, la fioraia, una russa di Porta Ticinese, si avvicina al tavolino. Il Roero di solito molto serio e riguardoso, prorompe questa volta in grandi esclamazioni ammirative, stringendola con un braccio per la vita, regalando fiori a tutti gli amici, fissando a mezza voce un appuntamento. Quando Fedora se ne va, nel salutarla, le mette in mano un biglietto da cento lire.
— Siccome ho fatto l'esperienza che tutte le donne sono eguali in faccia alla morale e al sentimento, così, per me, io prendo sempre quelle colle quali si fa più presto! Dite la verità: mi avete mai veduto ad assediar fortezze décolletées difese colla polvere di cipria? Signore... mai! Perchè viaggiare in diligenza quando si può andare a vapore? Il paesaggio è il medesimo!
E continua a insistere, sperando che qualcuno lo interrompa, almeno con un'esclamazione, con un colpetto di tosse ironica... Invece, niente. Tutti bevono lo Champagne, rosicchiano dolciumi, ridono e approvano.
Il Roero non può più resistere; quel silenzio è troppo eloquente, offende troppo il suo amor proprio. Allora, per costringerli a parlare, dopo aver rotto un bicchiere a calice, battendolo con forza sul tavolino, si fa coraggio ed entra lui stesso nell'argomento.
— E i nostri buoni amici? Il Faraggiola e l'Estensi?... Partiti per Montecarlo!... Sicuro; li ho imbarcati io stesso, prima di pranzo...
Silenzio. Il discorso non attacca e il Roero non può spingersi più in là...