Ha bisogno di muoversi, di respirare. Al Cova si soffoca; passa un momento alla Scala. Subito, appena entrato nella barcaccia, si mette a parlar forte, a far chiasso... lo fischiano; egli risponde con ingiurie e se ne va brontolando e bestemmiando.

— Voglio andare al Dal Verme, al circo Guillaume. Almeno là si vedono le bestie vere!

Ma anche al Dal Verme, per poco, non attacca lite con un clown, per certi suoi scherzi fatti alla donna tigrata.

Ha sempre sete, e ha sempre bisogno di sfogarsi con qualcuno. Al Club, continua a bere cognac, giuoca, vince, vuol contradire a ogni cosa, cerca d'attaccar lite, ma non gli riesce.

Nessuno rimbecca, gli danno tutti ragione e lo guardano in un certo modo...

— Che musi stupidi! Hanno quasi l'aria di compassionarmi!

Ride ancora più forte, torna a fischiettare la Carmen, a decantare la bellezza di Fedora e tutte le sue perfezioni anche morali.

— È una buonissima ragazza, sincerissima in tutto, dal colore dei capelli... all'orario. Perchè anche Fedora ha un orario; tutte le donne hanno un orario...

Verso le quattro del mattino, solo solo, a piedi, perchè non trova più un brum, si avvia verso casa. È stanco, spossato. Ha il paltò aperto, tratto tratto si leva anche il cappello, non sente il freddo acuto, frizzante. A poco a poco cessa anche l'orgasmo, il ronzìo delle orecchie, il turbinio confuso della testa e comincia a rientrare in sè con un senso di sgomento.

— Che cosa ho fatto? Che cosa ho detto?... Che cosa avrò mai detto?