— No, no, signor Francesco... Signor Francesco! Mi ascolti, la prego, la scongiuro, non faccia così, non si disperi così!

Il Roero continua ancora un pezzo a piangere, a singhiozzare, poi la signora Eugenia, a poco a poco, riesce a sollevarlo, a farlo sedere sul canapè. Allora egli la guarda cogli occhi ancor pieni di lacrime nel viso molle, ammaccato. Non può parlare: le prende e le stringe una mano come per domandarle perdono.

— Pianga pure, signor Francesco. Pianga, finchè si sente di piangere. Si sfoghi con me, liberamente. Può essere sicuro del mio cuore, della mia amicizia e della mia segretezza. Faccia con me come con una sorella... con una mamma. Vede? — E passa la piccola mano sui capelli, — potrei proprio essere la sua mamma!

Il giovine le stringe ancora l'altra mano che teneva sempre fra le sue, poi si china e gliela bacia.

— Grazie, signora Eugenia. Adesso... passerà. Creda pure, passerà. Soltanto mi dica, la prego, che cosa le ha detto l'Olivieri? Mi dica tutto.

— Mi ha detto soltanto del dispiacere per la sua freddezza, per il suo mutamento. Il resto... io lo sapevo già dagli altri.

— E... gli altri che cosa le hanno raccontato?

— Niente che le faccia torto. Se lei ha amato, se ama fortemente, con tutta la sua passione, ciò non fa torto a lei; farà torto invece... a quella persona che non ha saputo comprenderla e apprezzarla.

E la signora Eugenia, così severa e scrupolosa con sè stessa, si lascia trasportare e dimentica il povero don Giulio e la morale, per condannare in cuor suo la baronessa Stefania che non ha saputo apprezzare ed amare quel bel giovine così innamorato che si dispera per lei.

Il Roero per il bisogno di giustificarsi o di sfogarsi comincia a parlare, a raccontare, ma soltanto di sè, del suo accecamento, delle sue follie, delle sue speranze, dei suoi disinganni, accennando appena a «quella persona» con molto riserbo e con molta delicatezza, riuscendo così ad interessare e a commuovere più vivamente la signora Eugenia che attenta, ansiosa, più che ascoltare, assiste, per la prima volta in sua vita, allo svolgersi di una scena d'amore vera, viva, palpitante.