I.
La festa di Lulù.

È il 29 di aprile, è il compleanno di Lulù: la signora Eugenia entra in camera della piccina prestissimo, non sono ancora le sette e mezzo, e la sveglia spalancando la finestra:

— Auguri e auguri alla signorina Elena Maria!

Lulù rimane un attimo trasognata; poi, vista la signora Eugenia, dà un salto sul letto, col visetto ridente, allungando le braccine.

La signora Eugenia corre a prenderla, la solleva, se la stringe al petto e baciandola, accarezzandola colla guancia, sembra aspirare la fragranza di quel bel fiore così fresco e roseo, ancora stillante di tepida rugiada.

— Cara!...

— Che cosa mi ha portato?...

— Prima si fa il segno della croce, così!; adesso l'Avemaria: Ave, Maria, gratia plena, Dominus teco...

Tecum!...

— Brava! — E quando Lulù ha finito di recitare l'orazione, la signora Eugenia la riadagia nel letto, continuando ad accarezzarla.