— Non mi persuade, ma va benissimo! — Risponde ridendo l'Olivieri. — Bella la lettera e bellissime le verità che vi sono espresse con tanta franchezza. Ma sono cose un po' campate in aria, che non cavano un ragno dal buco. Anche per conquistare la giustizia ideale bisogna sgombrare le vie della libertà pratica, se no, si resta al di qua del fosso, colle mani e coi piedi inceppati, a fissare il punto dove invece bisognerebbe arrivare col salto. Ma son cose che non si discutono. Tu hai scritto quello che senti. Copia dunque la tua lettera, mandala e tira diritto per la tua via, come la coscienza ti detta. Noi, intanto, andiamo a far la corte alla signorina Lulù.

Ma invece di raggiungere la bimba, quando sono in salotto l'Olivieri ferma la signora Eugenia, toccandola sul braccio:

— Sa che cosa c'è di nuovo?..... Don Giulio Arcolei s'è riconciliato colla moglie. Cioè, per esser più esatti, donna Stefania s'è riconciliata con suo marito.

— Possibile?...

— Altro che possibile! Sicurissimo!... L'ho saputo ieri sera, al caffè Martini, dall'assessore Corbolani, un collega dell'Arcolei, nientemeno! Mi ha raccontato il grande avvenimento con tutti i più curiosi particolari! E s'intende, pigliando le parti della baronessa. Anzi il marito, in tutto questo tempo, fu a mala pena tollerato in Municipio, nella certezza che si sarebbe riunito alla moglie, il solo, il vero valore della casa.

La signora Eugenia si mostra sempre più stupefatta.

— Ma come?... Adesso?... Si riconciliano adesso, dopo due anni di... Dopo due anni passati in campagna?

— È in viaggio col giovine tenentino: dal glacier du Rhóne alle Piramidi! Ma lei crede forse, o maliziosa e pettegola signora Eugenia, che donna Stefania al verde, sui ghiacci o sotto il sole, abbia mai commesso il più piccolo strappo alla virtù? Nemmeno per ombra! Tutte cattiverie, goffaggini delle borghesucce piene di rabbia e di livore contro le nostre grandi dame!

— Ma... però...

— Che ma! Che però! Se c'è una colpa, è solo di quella bestia di suo marito che, appunto, per essere uno scempio, vede sempre tutto doppio! Ha voluto fare il geloso, il furioso, il prepotente, e la baronessa, adirata e offesa, l'ha piantato come un cavolo e si è ritirata a Borgoprimo, a casa sua, a leggere, a dipingere, a divertirsi.