No. Da qualche mese è venuto un terzo personaggio ad occupare un gran posto fra loro due. Francesco Roero s'è messo fra la mamma e la figliuola, è penetrato fra quelle due anime apertamente, francamente per le vie del cuore e della riconoscenza, nulla turbando, ma diffondendo un nuovo alito nella poesia della sua vita: il culto di quella tomba.
Francesco Roero era già caro alla signora Eugenia per le molte benedizioni di tutte le sue vedove e di tutti i suoi vedovi e i sorrisi di tanti poveri bambini da lui così continuamente e così largamente soccorsi.... ma adesso era benedetto anche da un altro celeste sorriso, il sorriso di quella sua povera morta.
Il giorno undici di ogni mese, la signora Eugenia inoltrando, quasi ansiosa nella melanconica galleria sotterranea del cimitero, scorge da lontano la nota lapide già tutta nascosta da fiori splendidi, freschissimi: una maraviglia, una fragranza che si effonde tutto all'intorno. È un pensiero, è un dono del signor Francesco, il quale sceglie poi l'occasione della festa d'Ognissanti per un altro dono, per un'altra improvvisata alla signora Eugenia, che la fa scoppiare in lacrime di sorpresa e di gioia: in mezzo ai fiori sorride, modellata con squisito amore nel bronzo, l'immagino mite e dolce della mamma bellissima.
È una limpida mattina di maggio; il Roero ha fatto la sua buona e bella cavalcata, ma un po' più breve del solito: è appunto il giorno in cui la signora Eugenia non si fa vedere; è il giorno undici. Bisogna essere a casa più presto, spogliarsi e far la doccia e rivestirsi in fretta, per poi uscir di nuovo per condurre a passeggio Lulù, e prima di tutto per andar a scegliere i fiori pel cimitero.
— È alzata Lulù? — Domanda ad alta voce il Roero, mentre attraversa il salottino e le altre stanze per entrare nel gabinetto di toletta.
— Sì! — Risponde allegramente la bimba con una vocina che sembra il trillo di un uccellino.
Era contentissima di uscire con Cochi, era contentissima di andare a prendere i fiori per la signora Eugenia.
E appena è permesso entrare, ecco Lulù in tutto punto, col vestitino di giaconetta bianca, ricamato, a trasparenti rosa, un gran nastro rosa con un fiocco enorme e un cappellone magnifico, tutto rosa, che chiude il visino tondo e fa risaltare ancor di più i capelli e gli occhi nerissimi.
— Sono pronta, io!