— Brava! Sei più brava di me! — Risponde il Roero che ancora in maniche di camicia sta annodandosi la cravatta, e scopre Lulù nello specchio.
— Io sto qui! — La bimba si diverte a veder il Roero vestirsi; salta sopra una seggiola e appoggiata alla finestra rimane in piedi, attentissima: — Che fai adesso?
— Non vedi? Mi metto la cravatta.
— Bello Cochi!
— Oh, bellissimo!
Francesco dà in una gran risata. È allegro quella mattina e lo ha messo anche più di buon umore quel grand'uomo dell'Arcolei.
Si sono incontrati poco prima; Francesco a cavallo, don Giulio in carrozza: e don Giulio, nell'espansione dei saluti, pareva, a momenti, che volesse buttarsi dallo sportello, mentre, fino a pochi giorni innanzi, fingeva sempre di non vederlo!... Da pochi giorni, invece, fingono di non vederlo il Faraggiola e l'Estensi, che gli avevano sempre mostrata una cordialità straordinaria.
— Perchè questo cambiamento?.... Mah!.... Le mie idee, i miei scritti, la politica!..... Per altro, per le mie idee dovrebbe tenermi il broncio anche don Giulio!
Francesco dà un'alzata di spalle e torna a ridere.
— Che bei matti! Il mondo è proprio una gabbia di matti! A stare fuori, a osservare, è divertentissimo!.... Andiamo, Lulù! Sono pronto anch'io! Vedi come ho fatto presto? Andiamo a prendere i fiori per la signora Eugenia! Vuoi bene alla signora Eugenia?