— Sì.

— E a me?

— Io ti sposo, dunque?

Fuori, sotto la Galleria e sul Corso, Lulù dando la mano a Francesco e facendosi anche tirare un pochino, continua sempre a parlare a parlare colla vocina chiara e carezzosa: fa un'infinità di domande, sempre le solite; si ferma dinanzi alle vetrine, sempre le solite.

Grandi soste e grandi esclamazioni di ammirazione e di maraviglia, dalla Bellotti dove ci sono le bambole, dalla Ghezzi dove ci sono i cappelli colle penne e gli uccellini, dal Guglianetti dove ci sono i ninnoli, i ventagli e gli ombrellini.

— Andiamo, adesso, a prendere i fiori per la signora Eugenia?

— Sì.

— Dove andiamo?

— Lo sai; andiamo dal Ferrario.

— E a prendere il biscotto colla granita?