— Non sapete?... Ma come? Non sapete che mia cugina Luardi sposa Cencino Parodi?... Che il matrimonio l'ho combinato io? E che si fa il tre di giugno, a Borgoprimo, in casa mia?
Francesco Roero ha un sussulto, si ferma un attimo su' due piedi. Non capisce più niente! È un sogno! È un sogno! Stefania — la Fáni — gli è apparsa in sogno come tante altre volte!
— Ma sì! Cencino Parodi prende moglie e sposa mia cugina! Perchè quella faccia stupita? Che c'è di così strano? Ah, sicuro! Adesso capisco! Anche voi avete creduto che Cencino Parodi sia stato il mio amante!
Stefania non ride più, diventa pallida e i suoi occhi si riempiono di lacrime: lacrime di collera e di dolore, di fierezza e di vergogna.
— Anche voi! Già, sicuro, anche voi! — Mormora con voce più bassa. — Anche voi non avete capito niente! Anche voi come gli altri! Voi... peggio degli altri! Cencino Parodi, il mio amante?... Lo avete creduto, non è vero?... Lo credete ancora?... Voi! Proprio voi! Il solo che non avrebbe mai dovuto crederlo! Che non aveva il diritto di crederlo!
..... Il Parodi non è stato il suo amante? Prende moglie? Sposa sua cugina?... Ed è lei stessa che gli ha dato moglie?...
Sono giunti alla porta dell'albergo: Francesco è come stordito: si preme la fronte, non sa che cosa dire, che cosa fare, e si ferma a bocca aperta, guardando Stefania.
— Venite di sopra; un momento solo! Qui non si può parlare.
— Vuol salire in lift? — Domanda, inchinandosi dinanzi alla baronessa, il piccolo groom col giacchettino verde.
— No, non importa! Sono al primo piano! — Stefania vola su per l'ampio scalone, rapida, leggera, tra il fruscìo delle vesti che hanno il fremito dell'ali e spandono intorno il profumo dei fiori.