— No! No! Non sgridatela! Non fate il burbero! Poco male! — Esclama Stefania con una risata. Ma subito diventa seria, osservando la bimba freddamente:
— È molto bella! Ha il difetto, appunto d'esser troppo bella!... Non par vera!
Contenta del suo frizzo, donna Stefania dà un'altra risatina e accarezza a lungo i capelli di Lulù spartiti lisci in mezzo alla fronte e cadenti in lunghi e grossi riccioloni, ornati sulle tempie da due piccoli nastrini rosa. — Che bei capelli! Che bel nero lucente!... Adesso ti daremo i dolci, per placarti!..... Francesco, guardate lì, sul tavolino; quella scatoletta di legno.....
— Questa?
— Sì; grazie!
Stefania prende la scatoletta di dolci e l'offre aperta alla piccina che è scivolata giù dal canapè ed è corsa ad aggrapparsi alle gambe del Roero. Questi la spinge di nuovo verso donna Stefania.
— Prendi un dolce e ringrazia!... Comincia ad essere un po' gentile!
Lulù non prende niente; rimane ritta in piedi appoggiata con un fianco al canapè, senza nemmeno voler guardare la scatola.
— No?.... Proprio no?.... Allora i dolci li metteremo qui! — Stefania pone la scatola aperta sul canapè, dinanzi a Lulù. — E tu li prenderai quando saran passati i capricci!.... Va bene?... E le rose? — Guarda di nuovo Francesco. — Le mie rose non sono per voi! — Si alza in collera, gli strappa le rose che Francesco aveva ancora in mano e le butta sul canapè, vicino alla scatoletta dei dolci — Sono di Lulù! Le ho colte io stessa, stamattina prestissimo. E mi sono anche punta! Guardate! — Avvicinandosi al Roero gli mostra una piccola graffiatura sulla mano rosea e trasparente, fatta per le carezze..... abbassa la voce, si avvicina ancor di più, fino a bruciargli il viso con una vampa di fiato caldo, odoroso: — Voi non li meritate i miei fiori!... Cattivo! — Nelle pupille c'è il tremolio di una lacrima, l'espressione di un gran dolore, ma è un attimo; di nuovo una risata e corre nell'altra stanza chiamando la cameriera e dandole tutti gli ordini, camminando su e giù, levandosi il velo, il cappellino, la giacchetta.
Francesco, in faccia all'uscio rimasto aperto, la segue, la cerca ansioso cogli occhi; Lulù ritta, immobile, appoggiata con un fianco al canapè, non guarda i dolci, non guarda le rose: guarda ostinata per terra..... E la bella voce di Stefania continua a risuonare nell'altra stanza, alta e melodiosa come un canto.