— Sofia!
— Signora.
— Andrai tu dalla Challion; con tante cose, io ho fatto tardi e non ho più tempo!... Le dirai, sta ben attenta, che la contessina Luardi vuol tutto pronto, assolutamente, per la fine del mese e che per l'abito da viaggio ha scelto la popeline noisette e la fodera di gros celeste. Hai capito?
— Sissignora!
— Andrai dalla Magugliani e le dirai, sempre per la contessina Luardi, che le valenciennes, per i sauts de lit, le trova troppo basse.
— Sissignora!
— Andrai dalla Paulet: i miei due cappelli, quello di gaze coi lilà per giardino e quello di paglia coi bluets, voglio averli all'hôtel, per le cinque, senza fallo!
— Sissignora.
— Poi, va in cerca di monsignor Fabiani: se non lo trovi a San Fedele lo troverai a casa sua. Gli dirai che il matrimonio, come gli ho già scritto, è fissato per il giorno tre di giugno e che per la cerimonia religiosa.... No! no! Da monsignor Fabiani andrò io e se non posso oggi, farò un'altra corsa venerdì o sabato! E non dimenticarti della Laforet! Non ho quasi più guanti.... Lei sa già che cosa mi deve mandare.
— Sissignora!