Si sente chiudere un uscio.... si sentono allontanarsi lungo il corridoio dei piccoli passettini affrettati: è la cameriera che se ne va. Un momento di silenzio e di nuovo la voce di Stefania che chiama:
— Signor Roero! Francesco!... Guardate un po' voi! Sofia ha chiuso il mio nécessaire e non so più aprirlo!
Francesco si presenta sull'uscio e vede donna Stefania che si tien ritta nell'angolo tra la parete e i pie' del letto: ella gli fa cenno di chiudere e appena scattata la molla, gli afferra una mano tirandoselo vicino, nell'angolo, con un atto d'inquietudine.
— Che non mi veda! Che non ci veda quella vostra Lulù! Guai se.... — Ma Stefania non può finire, le sue parole rimangono rotte, la sua bocca è soffocata da una furia di baci.
Stefania con una mano allontana la faccia di Francesco dalla sua, ma coll'altra lo tien forte serrato contro il suo petto.
— Sì, sono stata pazza, pazza! Ma per vendetta! Perchè volevo vendicarmi di voi! Ho perduta la testa, ma per voi! E voi, invece, avete creduto.... come gli altri! Dopo che per voi avevo tutto arrischiato! Dopo quella sera! Vi ricordate? Quella sera in casa vostra? Invece di amarmi di più, siete fuggito; non vi siete fatto più vedere, ed io ero furente, furente, disperata! Per questo, mio marito, Carletto, Manòlo, vedendomi sempre nervosa, come matta, diventavano ancor più insopportabili! Non potendo più esser gelosi di voi, eravate sparito, hanno inventato il Parodi! Mi fanno scene per il Parodi; mettono su mio marito, che a sua volta mi fa scene per il Parodi; ed io allora che avevo già perso la testa, ma per voi, perdo anche la pazienza e mi servo del Parodi — un ragazzo — lo conoscete? — nient'altro che un ragazzo — per vendicarmi di voi e per liberarmi di tutti quegli altri.... che non posso più soffrire!
Francesco fissa sempre Stefania, acceso, sconvolto da quella voce sommessa, ma calda, armoniosa voluttuosa; quella voce lo esalta, lo eccita, ma la voce soltanto, senza intendere, senza badare alle parole, al senso delle parole. Che importa se sia la verità o sieno tutte menzogne? È la donna che lo ha ripreso, quella donna così bella e così bionda, che gli è sfuggita, ed ora è tornata, la sola donna che esiste per lui da due anni, ch'egli vuole da due anni e che è lì, che ha lì, finalmente!... Essa è lo scopo, la vita, il perchè! Si è sempre ingannato, ha voluto ingannarsi! Lei, lei, per un'ora, per un attimo, e che tutto il mondo precipiti!... Che importa a lui di tutto il mondo?
Stefania, vicina, accarezzandogli le mani, continua a parlare a parlare, a piangere, a sorridere e a parlare ancora sottovoce, sommessamente, non più offesa, adirata, nervosa, ma languida, tenera, appassionata:
— Non ho rimorsi, però; no, non ho rimorsi! Posso aver fatta la mia infelicità, ma non la vostra! A me sola ho fatto del male, non a voi! Voi avete lavorato, siete salito in alto! Tutti parlano di voi con entusiasmo, con ammirazione! Io ho letto tutto, sempre! Mentre voi mi avete dimenticata, io invece ho sempre vissuto di voi, con voi!
— No! No! Io non ti ho dimenticata, no! E da quella sera che ti aspetto!... Quando sei stata a casa mia!