La signora Eugenia pensa a tutte le altre sere... e non può a meno di sospirare. Sente in quel punto che tutto è finito, che le belle sere non torneranno mai più.
Anche Lulù ha un piccolo sussulto nel sonno; apre gli occhi, si sveglia un poco... e si sveglia del tutto mentre la signora Eugenia e la Luisa, uno per ciascuna, le levano gli stivalini.
Appena vede la signora Eugenia, la bimba sorride, ma poi torna subito seria, e aggrotta le ciglia:
— Cattivo, Cochi!
— L'hai adesso col signor Francesco? — esclama la Luisa — Sei tu la cattiva! Il signor Francesco è tanto buono!
— No, cattivo Cochi! Cattivo!
La signora Eugenia vorrebbe far qualche domanda alla bimba, ma non osa per la Luisa. Quello che più temeva è ormai una certezza: lo sente, è sicura oramai. Per sapere il resto c'è tempo domani.
— No! nessuno è cattivo! La mia Lulù non è cattiva, non è mai cattiva!... È buona, è brava Lulù, e adesso, prima di andar in letto, prima di andar sotto sotto, dirà le sue orazioni...
Inginocchia la bimba sul letto, le congiunge le due manine, e s'inginocchia anche lei appoggiandosi alla sponda.
— Ave Maria.... gratia plena.... Dominus tecum... — principia la bimba.