— Eh! eh! — La signorina Elena ride con una certa furbizia quando pensa fra sè: — Anche la mammetta ha un gran debole per il signor Francesco!... Ogni volta che ne parla, si riscalda, si entusiasma, le vengono le vampe alla faccia! Sembra che ritorni più giovine e più bella! E come anche la mia mammetta detesta quella donna Stefania! Stefania?... Che nome.... da vecchia! La mia mammetta non la nomina mai quella Stefania, nemmeno per isbaglio.... ma se parlan di lei, istintivamente aggrotta le ciglia! Cara! Cara! La mia mammetta cara!

— Ma però dev'essere molto astuta quella Stefania! Che arte deve avere!... Come si potrà mai fare per poter diventare così padrona di un uomo?... Del più bello... del più simpatico... del più degno di essere amato!... — Ed Elena dimentica Stefania e pensa solo a Francesco; non odia più, torna solo ad amare.

— È molto più bello anche dell'Olivieri! Molto più bello, molto più elegante, molto più giovine, molto più chic! Povero signor Olivieri! — La giovinetta sorride come prima con una certa malizietta... ma con una punta d'ironia più acuta, più spietata.

— Continua a vantarsi con me di essere più giovine di due anni del signor Francesco!... Povero avvocato!... Gli faccio una grande impressione. Ma... impossibile! È buono, quasi come la signora Eugenia, gli devo molta riconoscenza e gli voglio molto bene... potrà fare il paio per me colla mammetta. Ecco, sarà per me un signor Eugenio, ma niente di più!... Che begli occhi ha il signor Francesco, profondi, dolcissimi... Quando guardano accarezzano come un velluto! Come sta bene in cilindro e in stiffelius! E che belle mani!... Mi piacciono gli uomini forti che hanno le mani bianche e delicate come una signora! Le mani dell'avvocato, poveretto, come invece sono grosse e corte! Bruttissime mani!... Povero avvocato!... Da qualche tempo fa sforzi inauditi di eleganza, ma non ci riesce! E come gli secca proprio per me, di diventar calvo! È tanto buono, povero Olivieri!... Ma pure deve accontentarsi di essere buono, senza voler anche diventar bello! Io per altro... Io sì; faccio colpo! E ho fatto colpo anche al signor Francesco!

Elena alza, stende le braccia e sorride a questo pensiero, deliziosamente. Ella si sente forte: è la giovinezza che le martella nel sangue, che tutto rischiara e illumina d'intorno a lei e che corre in lei con un gorgoglio fremente di gaudi e di promesse.

Sì, l'ultima volta che si sono incontrati a Milano, nello studio dell'avvocato Olivieri, il signor Francesco è rimasto colpito.

— Come sei diventata bella! Sei diventata molto bella! — Glielo ha proprio detto!... E l'ha fatta ridere. Ma poi, ha continuato a guardarla senza più dirle niente e l'ha fatta arrossire.

— Bella, molto bella! — Ripete Elena di sovente quando è sola in camera sua, e pensa: — Allora avevo quindici anni, appena; ne sono passati altri tre! E adesso?... Bella o brutta?

Si affaccia allo specchio, si guarda... Alza, stende le braccia... e la giovinezza canta, in un sorriso, il suo trionfo.

— Ma lui è lontano, sempre lontano! Non lo vedo più! Oh se venisse a Lodignola! Se si fermasse per qualche giorno a Lodignola!... Allora, allora sì!