Elena, oltre ad una grande tenerezza, ha riposto una assoluta confidenza nella signora Eugenia: non ha segreti per lei... tranne uno. Non le ha mai detto che tutto quanto era rimasto di Lulù nella signorina Elena, era la volontà di sposare il suo Cochi!
Molte volte è stata tentata, ma non ha mai osato domandarle se fosse proprio vero che le bionde piacessero agli uomini molto più delle brune.
Era questa la sua inquietudine e la sua preoccupazione.
Se fosse stato vero, guai! Lei, così nera, avrebbe finito col fargli ribrezzo!
Si guardava, si guardava, e la leggerissima peluria vicina alle tempie la tormentava, e quella più fitta, che imbruniva la nuca, sotto i capelli, era il suo spavento!
Dio! Dio! Se proprio non gli piacevano che le bionde, ella gli avrebbe fatto orrore!
Ma se non parla mai del «Cochi di Lulù», se non fa mai nessuna domanda a proposito delle bionde, per altro, del signor Francesco parla anche lei e sarebbe impossibile farne a meno perchè a Lodignola ne parlano tutti, e lì, nella casa vecchia, è sempre lui l'argomento dei discorsi più importanti.
Francesco Roero, anche non andandovi mai, è amato a Lodignola e vi è diventato popolare; un po' per merito suo, molto per merito della signora Eugenia e dell'Olivieri.
A Milano, il Roero ha finito per accettare la carica di consigliere comunale, secondo le intenzioni di casa Arcolei. Il suo seggio è quindi fra quelli della maggioranza conservatrice, ma verso sinistra... tutto quanto gli è stato possibile. L'antico autore di Vae Victis è rimasto frondeur e qualche volta diserta o rompe le file... Ma troppe altre volte subisce l'ambiente sino al punto di rassegnarsi, quasi inconsapevole, alla parte di correttore della prosa ufficiale di palazzo Marino, di estensore di aulica retorica da manifesti e da indirizzi e — chi mai glielo avrebbe detto! — persino di anonimo polemista.
Per sottrarsi, fin dove gli riesce, alla politica militante, che non è la sua, si consacra più volentieri alla beneficenza cittadina. Ma, ahimè! quale abisso fra i suoi audaci ideali di previdenza e di solidarietà umana e la gelida e burocratica funzione elemosiniera che gli è permesso di compiere, usata ora come un freno, ora come un correttivo, più di sovente sfruttata come una imposizione, come una moneta spicciola di supremazia di casta!... De' suoi ideali, il Roero non parla, non scrive più, non si occupa più, non osa più guardar loro in viso, neppure nell'intimo suo, ma in compenso gran parte de' suoi redditi finisce a Lodignola fra le mani intraprendenti e sapienti dell'avvocato Olivieri e della signora Eugenia, che colle ricchezze del neo-commendatore, caro ai difensori della proprietà e dell'ordine, vanno applicando e svolgendo in nome suo tutto un programma di socialismo pratico ed umanitario, fra quella buona gente di campagna.