— Ti sei ricordato i cioccolatini di menta? — Gli domanda Elena, sempre un po' golosa.
L'avvocato la guarda di traverso, e presentandole un'enorme scatola di dolci, borbotta come se le offrisse del veleno:
— Qui ci sono cioccolatini di menta, cioccolatini di vaniglia, cioccolatini d'arancio, cioccolatini al pistacchio, al croccante, al caffè, al rosolio...
— Che bravo! — Elena prende lo scatolone con un salto di gioia. — Ma guarda se mi devi regalare tante dolcezze... con quella brutta faccia!
L'avvocato non può a meno di ridere e ride anche la signora Eugenia.
Elena lo afferra per il soprabito e subito gli sottomette il gran quesito del premio: il libro o l'abito.
Povero Olivieri! Ha vicino quel bel visetto, quegli occhi, quei capelli, quella bocca, sente quel profumo caldo dei diciott'anni..... Come potrebbe darle torto? Anche lui vota per il vestito, poi, sentendo la Luisa che dall'alto della scala chiama: «In tavola, signori!», passa nella stanza terrena riservata a lui nelle gite frequenti a Lodignola per lavarsi in fretta e darsi una spazzolata.
Quel giorno l'Olivieri, oltre le provviste e i regali, ha portato molte novità.
È stato dal Roero ed è soddisfattissimo della visita. Ne parla subito, mentre rigirando il cucchiaio nella scodella, lascia che la minestra raffreddi:
— Ormai, per la linea del tram, siamo in porto. Ho con me l'atto costitutivo della Società. Francesco questa volta ha fatto miracoli! Mi ha procurato una grande quantità di firme e tutte di persone influentissime. Ora tocca a noi, per le altre, qui nei paesi interessati. Il Nino Moro è stato avvertito del mio arrivo?