— Forse verrà!... Egli verrà.... Oh se venisse davvero a Lodignola!... Intanto, adesso a Borgoprimo non c'è! In questo momento non è con lei!... È il primo momento in cui sono sicura che non è con lei!...
Elena ride di gioia.... Salta sul letto, si caccia, sotto, ha ancora un sussulto, un fremito.... è felice.
— Verrà!... Forse verrà!... — Continua a pensare, a pensare a quella donna cattiva, alta e bionda.... Con che aria di trionfo l'aveva veduta uscire quella volta, l'ultimo giorno, dalla camera dell'hôtel de la Ville....
Come aveva fatto quella vecchia Stefania ad impadronirsi di lui.... in quel modo?
— Oh, se egli venisse qui a Lodignola, con me!....
Il sonno a poco a poco si avvicina.... ed ella vede sempre la villa, ma adesso la vede in mezzo al piano verde, colle finestre tutte aperte, spalancate.... È piena di voci, piena di gente, coi due grossi cani che corrono, saltando dall'allegrezza, incontro a lui, al signor Francesco, a Cochi.... Il sonno la prende ed Elena si stende con un sospiro e si addormenta come Lulù, mormorando: «Io ti sposo».
II.
Malinconia.
In quell'estate, col gran caldo, la signora Eugenia ha cominciato a prendere un piccolo vizio: dopo colazione siede nell'angolo fresco della finestra, sotto la scrivania, sfoglia un vecchio fascicolo della Revue des Deux Mondes, e poi subito — trac — piega la testa e fa il suo bravo pisolino d'una mezz'oretta.
Un giorno, per altro, mentre la Revue le è appena caduta dalle mani sulle ginocchia, è destata bruscamente da un'interrogazione della Luisa.