— Io non parlo! Io, del resto, non parlo mai con nessuno!... Basta che un giorno poi... non finisca a parlar quell'altro!
— Eccola! Sst!...
— Sst! — risponde la Luisa, alzando la mano in atto di fare giuramento.
Elena entra di corsa, cantando e rischiarando tutta la saletta col vestito di batista color rosa; poi si ferma dinanzi alla signora Eugenia, mostrandole giuliva il piatto vuoto:
— Guardi, mammetta! Mangiato tutto! Che appetito, oggi, il mio Rolando! — Rolando è il nome dato al coniglio. — E non zoppica quasi più! Le compresse han fatto miracoli! Ma, sai, Luisa?... Dobbiamo continuare ancora un bel pezzo, almeno tre volte al giorno!
La signora Eugenia e la Luisa si scambiano un'occhiata sorridendo: ancora non c'è proprio nessun pericolo. Elena non ha capito niente di niente.
Però il pericolo c'è sempre, dall'altra parte. Se il Nino Moro fa qualche sciocchezza?
Il pisolino per quel giorno è mancato. La signora Eugenia è in tutte le pene.
— Che cosa fare?... Trovare la persona e il modo per parlargli?... Per dirgli che cosa?... La Luisa non ha riferito nessun fatto positivo. Non si può proibire ad un giovinotto di cambiar di colore e di confondersi dinanzi ad una ragazza.... e non si può proibire a nessuno d'innamorarsi!
La signora Eugenia fa un lungo sospiro: pensa a quel suo quarto d'ora, quando anche lei è stata una vecchia matta!