— Basta, — conclude poi, — speriamo bene. Sabato sera o domenica, l'avvocato Olivieri tornerà a Lodignola: sentirò l'avvocato.

Intanto, in que' giorni, invece di mandar a chiamare e di adoperare il Nino Moro, fa sempre sgambettare il povero Nicodemo dalla casa vecchia al caseificio, dalla latteria alle scuole.

Il pensiero che più la conforta è quello del signor Francesco.

— Ha promesso di venire a Lodignola!... Lui può accomodar benissimo tutto quanto! Lui sì! Può allontanare il figlio del suo fattore, con una scusa qualunque. Il signor Francesco ha un altro stabile in Piemonte: può mandarlo in Piemonte per un paio di mesi.

Doveva essere un grande avvenimento quell'arrivo del signor Francesco a Lodignola! La signora Eugenia faceva già in suo onore, spese straordinarie. Aveva scritto al Beltrami, ordinandogli due paia di stivaletti. Due alla volta, nientemeno. Un lusso strepitoso! Un paio, di pelle gialla, di bulgaro, per le passeggiate, e l'altro, un magnifico paio di pelle verniciata, per la sera.

Pensandoci, aveva impeti di gioia e rideva tra sè.

— Voglio proprio fare la mia brava figurona! E, pur troppo, l'unica cosa ormai che mi sia rimasta, come una volta... l'unico mio vanto, sono i piedi!

Le mani cominciavano a diventare un po' secche, un po' gialle. Aveva provato a usare, invece del sapone, una certa pasta inglese all'ireos, ma...

— Ci vuol altro che pomata per ammorbidire i sessant'anni!

L'avvocato Olivieri arriva puntualmente al sabato sera, ma la signora Eugenia aspetta a parlare del Nino Moro, quando Elena è andata a letto.