Il bel viso, fresco e pieno, della signora Eugenia esprime un grande stupore, una dolorosa mortificazione.
— Non vien più a Lodignola?... Allora è tornato a Borgoprimo? Il signor Arcolei è guarito?
— Ma che Borgoprimo! Che Arcolei!... Don Giulio va sempre di male in peggio, e la moglie esemplare, l'ammirabile donna Stefania, non abbandona un solo istante la camera del marito! Francesco è a Milano! Si diverte a Milano col Faraggiola e coll'Estensi: tutti e tre a far gli scapoli! Mi dicono che frequentano i teatri di second'ordine, i caffè-concerti e si divertono colle ragazze... di buona volontà!
— Il signor Francesco?
— Francesco, appunto! E dovrebbe, invece, far giudizio, perchè ha due anni più di me!
L'avvocato ripete così il suo ritornello favorito; ma questa volta lo fa solo per abitudine.
Si sente vecchio quella sera, vecchio e stanco. Non vede l'ora di cacciarsi in letto.
— Buona notte, signora Eugenia. Combineremo domani che cosa dovrò dire a Francesco.
Anche la signora Eugenia è rimasta senza parole.