Appena a Milano, il Faraggiola pensò subito di ripartire per la sua villa coll'Estensi, e anche il Roero di andarsene a Lodignola. Più lontani, no, per esser pronti alla prima chiamata da Borgoprimo.
Ma quella sera? Quella prima sera? Come far venire le undici?
È d'estate; di teatri aperti non v'è che la Commenda: vi si rappresenta il Paradiso. Le pochades erano proscritte e scomunicate dai gravi personaggi di casa Arcolei. Pure, in ognuno dei tre, era rimasta una reminiscenza eccitante di tutta la pornografia condannata in quella commedia... La prima donna che mostrava grandi cose...
— Andiamo a vedere... di che si tratta!
Ci vanno col broncio, sbadigliando alle prime scene per convenienza, ma poi... — tutto il loro mondo era lontano; il mondo elegante in Engadina; il mondo politico a Carlsbad... — potevano anche permettersi di ridere. Ridono, in fatti, come matti, e al ritorno discutono animatamente la prima donna, come se fossero in discussione le varie parti, i diversi capitoli, del bilancio comunale.
Contentissimi della Commenda, risolvono di fermarsi a Milano un altro giorno, vogliono avere un'idea anche dell'Eden.
— Le coucher de Jeannette?
— Che roba è?
Vanno all'Eden, e rimandano la partenza di giorno in giorno, finchè a partire non ci pensano più. Introdotti da un senatore un po' monello e incartapecorito protettore di ragazze, salgono nel minuscolo palcoscenico, entrano nei piccoli camerini... e poi uno dopo l'altro, come congiurati, le ragazze prima, il biondo senatore dopo, col suo passetto di giovinotto galvanizzato, loro tre infine, si riuniscono in un salottino riservato, a cena...
E finiscono col divertirsi a Milano, come non si sono divertiti mai. Fanno ora i giovinotti, e anche i giovinetti: capriccetti, dispettucci, bacettini, gelosiette...