Il Roero, che un po' è stato aspettato a colazione, ma senza molta speranza e che arriva quando ormai non lo si aspetta più, è accolto da grida di giubilo.
La signora Eugenia è raggiante; la Luisa, fatti i suoi complimenti, dichiara che il signor Francesco è diventato ancora più giovine, ed Elena, sorpresa e trasportata dall'improvvisa gioia, gli corre incontro come per buttargli le braccia al collo. Francesco ha un leggero turbamento, non abbraccia Elena, le prende invece le due mani e la conduce vicino alla finestra.
— Qui, qui, con me, ben al chiaro: vediamo se questa mia figliuola è diventata bella o brutta. Non voglio rinunciare a' miei diritti di papà!
— Papà, papà... — La Luisa che è sempre stata una grande ammiratrice del signor Francesco, scrolla il capo con una smorfietta sua particolare. — Mi lasci dire che la signorina potrà vantarsi di avere un papà molto giovine e molto bello.
La signora Eugenia, beata e tutta occupata nel preparare il caffè, sorride appena all'esclamazione della Luisa, mentre il Roero, che ne ha avuto piacere, ma finge di non averla udita, continua a fissare, a osservare Elena, che pur arrossendo un poco e sorridendo, lo fissa a sua volta tranquilla e sicura.
— Non c'è male, sono abbastanza contento.
Elena arrossisce di più, ride, ma non abbassa gli occhi. Per quanto nerissima, è sicura ormai che non gli fa orrore... Invece.....
— Ecco pronto il caffè! — La signora Eugenia è gongolante. — Un caffè che spero degno del signor Francesco.
— Cioè, vuol dire che sarà degno della signora Eugenia! — Francesco si avvicina al tavolino sul quale la Luisa ha posto il vassoio. Elena corre ad offrirgli la tazza, egli la prende inchinandosi e coll'altra mano leva di tasca l'astuccio delle sigarette.
— A lei, signora Eugenia. Ogni fatica merita premio. Sono sigarette eccellenti.