Dalila è una divetta della compagnia Scalvini, così chiamata dalla parte che fa in un'operetta-parodia — La Mascella d'asino — la gran novità del giorno che spopola alla Canobbiana.

— E ricordati che sia la prima e l'ultima volta che ti prendi con me simili licenze! In casa mia, comando io; e quando non ci sono, non ci sono per nessuno, e tanto meno per te, ricordatelo bene!... Non sei nè mio fratello, nè mio padre! Non sei altro che un seccatore!

Nespola sorpreso, mortificato, fa forza e si ferma:

— Se ti arrabbi così, piuttosto torno indietro! Torniamo indietro!

— Avanti! Avanti! E in fretta! E spicciati! Che cosa vuoi? Perchè sei venuto?... Perchè?... Che cosa c'è di tanta premura?

— Ho un duello.

— Al solito!... Lo troverai un giorno o l'altro quello che ti spaccherà la testa!

— Grazie dell'augurio. I rappresentanti del mio avversario si troveranno al Caffè dell'Accademia alle sette e mezzo.

— Che cosa c'entro io?

— Tu mi servirai da testimonio e mi aiuterai a trovarne un altro. Adesso in piazza del Duomo saltiamo in un brum e andiamo a pescarlo. Uno qualunque. Non c'è tempo da perdere! Son quasi le sette!