— Quale? Ne ha... rotte tante di bambole!
— Quella famosa. La prima. Signorina! Gliela faccia vedere!
— Sì, sì, subito! — Esclama Elena allegra, contenta, e sparisce.
Come la saletta rimane vuota e silenziosa senza quella fresca gaiezza, senza quella rotonda testolina bruna, senza quel semplice vestito bianco di mussolina, coi nastri di seta lilla! Ma, dopo un istante, eccola ricomparire con un grande scatolone, in cui sono riposti «i suoi tesori».
— Aiutami, Luisa!
La Luisa corre a prendere lo scatolone e il Roero, ch'era diventato serio, torna a sorridere:
— Oh, brava! Vediamo dunque la signora contessa!
La magnifica bambola coll'abito di giaconetta ricamato e il cappellone celeste è conservata benissimo; ha soltanto la faccetta un po' screpolata e il naso rotto.
Francesco prende la bambola, l'accarezza, la guarda a lungo e sospira. Egli ripensa a quegli anni, ormai così lontani; rivive, per un istante, uno di quei giorni... che non torneranno mai più.
Elena si diverte: leva tutti i giocattoli dallo scatolone.