— Rimandare la gita!... Un altro giorno! — pensa in cuor suo. — E se invece non potrò più ritornare a Lodignola?
Quella campagna, que' suoi luoghi non gli sono mai sembrati tanto belli e tanto cari.
IV.
Il culto delle memorie.
Il Roero trova donna Stefania che lo attende nel salottino solito, vicino alla camera da letto. Le finestre sono spalancate; c'è una gran luce, un gran caldo e un gran disordine. I mobili sono ricoperti colle federe di tela greggia; sul canapè, sulle poltrone un monte di pacchi e pacchetti, di scatole e di ceste: tutta roba da portare in campagna.
Appena entra il Roero, donna Stefania gli va incontro guardandolo con un'espressione afflitta e compunta, senza dirgli una parola, senza dargli la mano: fa un gran sospiro, leva da una borsetta appesa al braccio un fazzoletto con un grande orlo nero e si asciuga gli occhi.
Anche il Roero sospira profondamente;
— Coraggio!... Bisogna farsi coraggio!
— Dite, dite la verità! — Prorompe Stefania con uno schianto di cuore. — Chi lo avrebbe immaginato?... Oh povero Giulio! Chi lo avrebbe mai immaginato?
— Così giovine ancora....