— Sento che avete da fare: c'è la sarta.

— La sarta può aspettare. Guardate un po', Francesco, questo bel signorino! — La baronessa fa l'atto di presentarglielo. — Non lo riconoscete più?

Francesco saluta con un lieve sorriso, e guarda il giovine per la prima volta: è un bel ragazzo, piuttosto, ma dall'aspetto un po' volgare.

— No, proprio. — Il Roero s'inchina e si volta alla baronessa scrollando il capo: — Non ricordo di aver mai avuto il piacere...

— Ma... Enrichetto!... Il nostro Enrichetto! — esclama donna Stefania gridando e ridendo con foga esagerata. — Il figlio del signor Franzini!... Del nostro ragioniere!

— Ah!... — Il Roero si espande: strette di mano e complimenti; ma la scoperta non lo ha punto commosso. — Sia il benvenuto anche il signor Enrichetto! Io, intanto, saluto e me la batto! — Questo pensa in cuor suo e questo gli preme: nient'altro!

— È stato in Germania, fin'ora; a Francoforte. — La baronessa continua le cerimonie della presentazione.

— Benissimo!

— Alla scuola di commercio, dove s'è fatto onore.

— Bravo! Molto bravo!