Tutte le ragioni che ha per non dubitare del Roero, l'Olivieri le espone con tanta persuasione, con tanta sicurezza, che il giovinotto comincia ad esserne scosso, poi finisce a persuadersene.

— Ma non sai che il signor Francesco ha due anni più di me?... E che ha altro in mente, caro mio, che le ragazze? Perchè è venuto a Lodignola?... Te lo dico io, perchè lo so... Cioè, no... A cagione di certi riguardi che doveva mantenere! Perchè a Milano per un po' di tempo... non era il caso! Adesso vedrai! In due o tre giorni sparirà di nuovo da Lodignola... e non si vedrà più! Ma diventi matto?... Sei diventato matto!

L'Olivieri questa volta scoppia in una grande risata che scende come balsamo nel cuore del Nino Moro.

— Il signor Francesco far la corte alla signorina Elena?... Lui, più vecchio di me! Con due anni più di me!

L'Olivieri continua a ridere, ma la sua stizza contro il Roero si fa più viva.

— Mettersi a fare l'elegante, il lion a Lodignola, come a Milano!... Che senza testa! Non vuol mai decidersi a diventar vecchio... e ha due anni più di me.

L'avvocato si rivolge ancora al Nino Moro, e gli aggiunge qualche parola, sempre per persuaderlo, per calmarlo, per rabbonirlo.

— Adesso va via, e domani a quest'ora, anzi un po' più tardi, dopo le quattro, torna qui da me. Devi restare a Milano, in questo sono d'accordo, e non dubitare: sei giovine... passerà. Oppure... resterà, non come un dolore, ma come una poesia, la bella poesia della prima giovinezza che si diffonde poi per tutta la vita. E amerai ancora, e più fortemente. Sì, sì. Credilo a me. È il tuo primo amore, questo! È come il sole che tramonta tra le nuvole, ma che risorge alla mattina a cielo sereno. Quello che porta con se tutte le illusioni, non è il primo, è l'ultimo amore, l'ultimo raggio che serve solo a mostrarci... il gran buio che ci sta dinanzi e dintorno.

L'Olivieri si interrompe, tace un momento, poi si sforza e riprende a parlare con foga, riscaldandosi mentre accompagna il Nino Moro fin presso l'uscio:

— Torna domani. Discorreremo. Sì, sì, devi restare a Milano, devi lavorare per te... e per gli altri. E ti guiderò un po' anch'io! Anzi, lavoreremo insieme... non subito... quando sarai più calmo, più tranquillo, quando comincerai a dimenticare. E ricordati... per lavorare per gli altri... come intendiamo noi, non bisogna avere l'odio nel cuore, bisogna avere l'amore. È coll'amore, non coll'odio che si può riuscire a fare qualche cosa di buono, di bello ed anche di grande a questo mondo!