— Si direbbe che tu fai apposta per farmi dispetto.

— Dispetto? — Ripete quell'altro, con un tono di maraviglia esagerata. — Perchè dispetto?

— Per lo spirito di contraddizione! Perchè tu, quando cominci a contradire non sai più quello che dici, o dici, e sei capace anche di sostenere, le peggiori assurdità.

— Non è un'assurdità, niente affatto, il dubitare che la signorina Elena possa innamorarsi del Nino Moro.

— Ma diventi matto! — Vorrebbe mettersi a ridere anche il Roero... e non ci riesce! Fa solo smorfie. — Tu, vecchio mio, sei diventato matto!

— E tu sei diventato troppo.... savio! Fino al punto di non voler ammettere che una ragazza non possa perder la testa per un giovinotto, per un bel giovinotto, e già innamorato di lei, innamorato morto!

— Ma è il figlio del mio fattore!

— Che importa? È onesto, è intelligente, è un bravo giovine.

— Ma non sai che la signorina Elena.... sarà ricchissima? Sarà lei la mia erede... di tutto? Che è mia, mia; perchè l'ho avuta da suo padre?

— L'hai avuta da suo padre per farla felice, non per farla ricca!