— Che giornataccia!... C'è proprio la disdetta!
Si mette al tavolino per scrivere la famosa lettera, come ha promesso a donna Stefania, ma dopo il «carissimo amico» straccia il foglio, si alza e va via.
Non ha testa di scrivere, di pensare, di far niente.
— Quell'Olivieri, per altro, si meriterebbe una buona lezione. Ah! Ah! Si capisce.... vorrebbe restar solo alla Casa Vecchia! Niente affatto! Io, intanto, torno a Lodignola stassera come avevo fissato, e ripartirò domani... con comodo. Sarebbe curiosa!... Per far piacere a quel caro signor avvocato, non sarò più padrone adesso di tornare a casa mia!
Ma che c'entra l'avvocato? È il dispetto contro Elena!
— È una ragazza che scherza sempre, che scherza troppo!..... «L'avvocato è tanto buono! L'avvocato è tanto caro!» E poi... quel tu! L'Olivieri sempre pronto a pigliar fuoco, s'è montata la testa e adesso finge di proteggere quell'altro perchè è geloso di me, credendo di farmi rabbia! Che asino!
Quando la sera, verso le nove, riparte per Lodignola, nel montare in carrozza scorge in un angolo, insieme alla coperta, un pacco di forma quadrata: dev'essere una scatola, avvolta in carta azzurra.
— Che cos'è?
— L'ha portata un cameriere del caffè Cova, — risponde il portinaio.
Il Roero guarda il pacco aggrottando le ciglia e lo fa mettere sul sedile di faccia.