— Il signor Francesco?
Elena raggrotta le ciglia, i suoi occhi hanno un lampo di collera mentre continua a fissare la finestra:
— Donna Stefania, capisce?... È stata lei!
— Donna Stefania?... — La signora Eugenia passa dallo stringimento di cuore alla maraviglia. — Che cosa ne sai?... Chi ti ha detto?... — In fatti, il nome di quella signora non era mai stato pronunziato fra loro due.
— Gli ha telegrafato lei!... Quella là! È stata lei a chiamarlo a Milano!.. Ancora, da capo! Ancora lei! Sempre lei!
— Ma.... come hai potuto sapere di chi era il dispaccio arrivato al signor Francesco?... Chi t'ha detto....
— Niente! Nessuno!.... Si capisce da sè! È tanto chiaro! Vuole una prova?... La prova è questa: che non è venuto a salutarmi!... Non è venuto a salutarmi perchè il dispaccio era di donna Stefania!... Non è venuto a salutarmi perchè non torna più! — Elena dà un grido disperato che squarcia il cuore alla povera signora Eugenia. — Non torna più! No! No! Non torna più! — E la povera fanciulla si scioglie con impeto dalla signora Eugenia e si butta attraverso il letto singhiozzando convulsamente.
La signora Eugenia è rimasta immota, come impietrita, fissando Elena.
Elena ama! Elena è innamorata! Innamorata del signor Francesco!
La verità si fa strada, a poco a poco, si fa chiara in lei, nel suo cuore, con una commozione profonda.