Elena è innamorata!... È innamorata del signor Francesco!
Ella continua a fissare quel corpo così giovine e fiorente che si dibatte attraverso il letto nello spasimo, nella convulsione dei singhiozzi e ripensa con angoscia indicibile a sè stessa, ad un giorno ormai lontano. Lo ha amato anche lei il signor Francesco, ma lei non ha mai potuto piangere così dirottamente, non ha mai potuto abbandonarsi così francamente, così apertamente, nella bella schiettezza dell'amore e del dolore.... Oh, se anche lei avesse conosciuto a vent'anni il signor Francesco e avesse potuto disperarsi così!.... Allora sarebbe stata come Elena, nel pieno diritto di amare, nel pieno diritto di soffrire.... Ad un tratto si sente un nodo di pianto salire dal cuore alla gola..... Ha un impeto, uno slancio, una frenesia, si butta addosso ad Elena, la solleva, scosta tutti i capelli che ostinatamente gliela nascondono, e le copre la bocca, le gote, il collo, il seno di baci e di lacrime, stringendola con passione, con ardore, con violenza:
— Ama! Ama! Ama! Creatura mia! Gioia! Tesoro! È l'amore tutta la bellezza della vita! È l'amore tutta la vita! Gioia! Tesoro! Cara! Ama! Ama! Dovesse l'amore farti versare tutte le tue lacrime, benedette le lacrime!... Ama sempre, a costo di morire! Oh meglio per una donna morire d'amore che vivere senza amore!
Elena si acqueta un po' e comincia a poter dire qualche parola balbettando:
— Pensi... vedrò ancora la villa chiusa... tutta chiusa... Dio! Dio! Che silenzio! Che vuoto! Che angoscia!
— Spera...
— Che cosa posso sperare?
— Non so.... non so dirti.... Ma oggi voglio vederlo.... a Milano.... vado a cercarlo a Milano....
Elena ha un lampo negli occhi e arrossisce con un moto istintivo di pudore.
— No!... No!... E poi?... Ci sarà sempre quella là!