— Adesso sì, ancora Lulù, mi dica pure Lulù... Lulù che starà sempre qui, così, con lei...

Francesco trema come un ragazzo, accarezza la testolina rotonda di Elena, la preme contro il suo petto:

— Figliuola mia.... Lulù.... Cara.... Non ingannarti..... È un inganno il tuo. Tu mi vuoi bene, ma non puoi amarmi, non potrai mai amarmi! Lasciami andar via...

— No!

— Ma pensa che cosa sarebbe di me, dopo... se tu adesso ti ingannassi...

— No... non vada via... resti con me... sempre con me... — ripete la bimba, ma questa volta la sua voce è una carezza, ed ella preme la testina contro la spalla di lui, si stringe tutta contro il petto di lui, come a farsi sentire dal cuore.

— Ma io devo dirti tante cose prima... Io non sono degno di te... ti sembra di volermi bene, ma per bontà, per gratitudine. Ebbene, sappilo... tu non mi devi nulla. Quello che ho fatto per te, io dovevo farlo; era un preciso dovere di coscienza!... Ti spiegherò... Tu a me non devi nulla!

— Le devo questo, di volerle bene... ed è questo solo che mi rende felice!

Egli è ancora tremante; la sua voce si è fatta più bassa; egli le parla nascondendo quasi la faccia negli odorosi, morbidi capelli:

— Sì, ti amo, Elena, ti amo: e l'ho capito ieri; è per questo... non per altro, che volevo partire, che volevo fuggire...