E il momento, il terribile momento si avvicina rapido, preciso, incalzante!... È un lampo!... Come sarebbe felice il Roero se potesse battersi lui..... se dovesse anche pigliarle lui invece di quell'altro!
— Sarà colpa mia, se accadrà una disgrazia!...
La sera innanzi, al Caffè dell'Accademia, durante le trattative, nel fissare le condizioni di quello scontro era ubriaco, era pazzo, cos'era successo?...
Non aveva preveduto nulla, pensato a nulla!...
— No! No! Non dovevo aderire, dovevo oppormi alle generose ingiunzioni del mio primo!... Non dovevo accettare così, ad occhi chiusi, in fretta, leggermente tutte le condizioni dell'avversario! Leggero! Leggero! Sono stato leggero, persino sleale! Sono colpevole! Sono un vigliacco!
Si estrae a sorte la scelta del terreno: il favorito è il Bonaldi.
A questo primo scacco della fortuna il cuore del Roero ha un'altra stretta più forte.
La sorte è pure in favore degli avversari assegnando al conte Faraggiola la direzione del combattimento.....
— Se fossa toccato a me — pensa il Roero — mi sarebbe mancata la forza!.....
I due avversari, ai lati opposti del cortile, si levano in fretta la giacca, il panciotto, la camicia; a petto nudo, sono posti l'uno in faccia all'altro. Che cosa fanno?... Che cosa fa?... Il Roero non lo sa nemmeno: agisce meccanicamente, automaticamente.