— Andrò in cerca di Lulù. Povera Lulù, mi vorrà più bene e mi sarà certo più fedele!...
Ha già indossato il paltò, prende il cappello, i guanti, il bastoncino, quando ecco Giovanni con una lettera; la lettera di Stefania!
Giovanni è ancora sull'uscio, la lettera è ancora sul vassoio, ma il Roero è troppo innamorato per potersi sbagliare.
— Chi l'ha portata?
— Un servitore di casa Arcolei.
— Aspetta la risposta?
— No; è già andato.
Il Roero non esce più; si chiude invece nel suo studio colla lettera tanto desiderata, tanto cara! Ma prima di leggerla, vuol goderla. Fa per aprirla e ha timore di aprirla... teme ancora in un disinganno!... Oh, il piacere di aspettare, d'indovinare, d'immaginare!
«A Francesco Roero
«s. m.»
— Non è una lettera; è un bigliettino soltanto!... Ma che importa? M'ha scritto! Vuol dire che mi ama e vuol dire che la vedrò!