— Un gran disordinato!... Ho dovuto far lavare, scopare, lavorare per mezza giornata! Ma anche un gran galantuomo!... Per galantuomo, straordinario!

Il Roero non guarda nemmeno tra quelle straccerie; prende soltanto un involtino in cui c'erano alcune carte, alcune lettere.

— Non sa, signor albergatore, se il povero Savoldi ha lasciato debiti?

— Non so. Crediti no, certissimo, potrei giurare; ma debiti.... Tutto ciò che è arrivato, lettere, conti.... lì c'è tutto! Guardi lei.

Il Roero apre l'involtino, fa passare le carte, le lettere e intanto domanda ancora al locandiere, elle approfitta del momento per spolverarsi col tovagliolo le scarpe:

— Il signor Savoldi.... aveva pure un piccolo cane?

L'altro scrolla il capo maravigliato:

— Un cane? Mai visto cani!

— Ma sì, una piccola cagnetta!... Una cagnolina chiamata Lulù.

— Non ho mai viste cagnoline al signor Savoldi e non l'ho mai sentito a chiamar Lulù!... Lulù?