— Se vuol sapere qualche cosa più di preciso riguardo al povero Savoldi, ai suoi interessi, alle sue relazioni, io credo che il signore dovrebbe rivolgersi al caffè del Teatro Manzoni, oppure alla Fiaschetteria Toscana: qui, in realtà, non ci veniva altro che a dormire.... e quando ci veniva!... Era proprio un caso quando si fermava a colazione veniva a pranzo....
Il Roero non ascolta di più, salutato appena il locandiere che lo segue profondendosi di nuovo in inchini e in ringraziamenti, esce dall'albergo e salta nel brum, che lo aspetta sempre sulla porta, gridando al cocchiere:
— Al caffè del Teatro Manzoni!
Appena in brum, il Roero torna a leggere la noticina:
1/2 dozzina calzettine piccole da bambino....
3 corpettini....
2 sottanine di lana....
— Da bambino?... «Merce stata consegnata alla Signora Carlotta Canzi per conto del signor Savoldi?....» — In questo punto il Roero rivede il viso e gli occhi di Nespola diventati improvvisamente così seri e ansiosi mentre gli parla di Lulù e gli raccomanda Lulù.
— Strano!... Ma poi, subito, anche mentre mi raccomandava Lulù s'è messo a ridere.... Come avrebbe potuto ridere di una cosa tanto seria e in quel momento?... Fosse vero? Ma se fosse proprio vero?
Dall'animo di Francesco spariscono i terrori, i biechi fantasmi, si placano le inquietudini e i rimorsi: — Fosse vero! Fosse vero! — Egli ripete prorompendo con un impeto di gioia. — Un bambino? Un figliuolo di quel povero disgraziato? L'ho promesso; sarebbe mio. Farò il mio dovere.
E il piccolo essere che reca la pace alla sua coscienza e sana il suo onore, egli lo immagina roseo, biondo, sorridente, bellissimo; come una nuova attrattiva e un nuovo ornamento interessante e poetico del suo quartierino da scapolo, come una nuova fonte di gioia, un nuovo divertimento della sua vita.
Il Roero, giovanissimo ancòra, e ancòra, nel fondo, un po' romantico ad onta della psicologia pessimista delle sue commedie, non pensa più in là; non pensa all'avvenire, ai gravissimi doveri che poi peserebbero su lui, a tutti i nuovi obblighi, al vincolo che non potrebbe più spezzare e sopratutto egli non pensa che il piccolo esserino roseo e sorridente crescerebbe a poco a poco e diventerebbe un uomo.... o una donna.