E mentre Elisa ritorna dond'era venuta seguìta da Müloch affatto rappacificato, la Suzann allegra, scherzosa, saltellante, prende Francesco a braccetto e lo conduce nel salottino, facendo cenno di andarsene, per il momento, alla signora Carlotta: una vecchia alta, secca, angolosa, ritinta e imbellettata, con un berrettino di pelo alla cosacca, e un lungo mantellone nero, liscio, foderato di vaio spelato.
La bella Suzann, abituata agli usi del gran mondo, quantunque la vecchia, che ha capito, si disponga ad andarsene, fa egualmente le presentazioni:
— La moglie del signor maestro Canzi, mia amica. Il cavalier Roero, un celebre autore!
La signora Carlotta si mostra fiera e sdegnosa; saluta appena; ma poi, mentre si avvia per uscire, lancia al cavaliere, squadrandolo ben bene, un'occhiata assassina, tremenda.
— Vado da Elisa, a farmi dare una tazza di caffè e limone, ben caldo. Ho bisogno di calmarmi i nervi! Ho i nervi e lo stomaco ancora stravolti!
Il Roero, inchinandosi, la ferma in mezzo al salottino con un cenno cortese della mano.
— Scusi, ho il piacere di parlare alla signora Carlotta Canzi?...
La vecchia maravigliata e sempre sospettosa si ferma, lo fissa, ma senza rispondere.
Il Roero continua sempre più affabile:
— Vengo in questo momento da casa sua.