Il Roero sfiora appena il collino fine, delicato, respirando l'odor dei capelli, e sentendo sulle labbra il calore della piccola vita.
— Dunque.... andiamo?
Lulù con una scrollata di testa si riaccomoda i riccioli sulle spalle, stringe più forte la bambola contro il petto, prende di nuovo la mano del giovinotto e si avvia, tirandoselo dietro, per uscire.
Quando sono nel brum, il Roero torna pensieroso guardando la piccina, che sembra solo intenta nel pettinare e nello strappare i capelli di stoppa di Titi.
— E adesso che cosa fò? Che cosa si fa?... Non ho pensato a niente e bisogna pensar a tutto!... Bisogna intanto vestirla di nuovo!... Poi?... Ci vuole una donna!... Metterla in collegio è troppo presto... Tenerla con me?... È impossibile!...
Continua a osservarla, a studiarla.
— È bellina assai.... È molto bella!... È una bellezza!... Soltanto è sformata da quel cappellone orribile, da quei brutti vestiti....
— Voi bene... a Titi?
— No.