— Sì. Domattina sei libero, verso le dieci?
— Sempre; sono sempre libero, tutto il giorno.
— Allora vengo a prenderti e si va insieme dalla signora Eugenia, per combinare.
— Speriamo che non dispiaccia a Lulù!
— Speriamo!
Questa signora Eugenia è la maestra, l'educatrice, l'istitutrice proposta dall'Olivieri.
— Domattina, alle dieci... — pensa fra sè il Roero. — Allora, aspetterò domani mattina.
Egli vuol parlare all'amico di Stefania, per sfogarsi contro Stefania; gli vuol raccontare di una certa visitina che gli ha fatto don Giulio, e lo vuol pregare — è questo che più preme — di recarsi dalla baronessa col pretesto di sapere che cosa dice di lui, o inventa contro di lui, ma in realtà, nella speranza che quell'incontro fra donna Stefania e l'avvocato possa rendere inevitabile un riavvicinamento.
Egli è deciso: non vuol più andare da quella civetta insopportabile!... Ma come vorrebbe esser costretto «per forza» a ritornarci!
La mattina dopo l'avvocato è puntuale; ed anche il Roero è già pronto, sulla porta, ad aspettarlo.