«Giovedì.

«Credevo di essere così contenta. Son rimasta mortificata. Mi ha scritto poco e cattivo. È stato cattivo con me e con Carlo. Sognavo tanto tutte le mie lettere care, e invece non ho avuto altro che una lettera sola... e spiritosa.

«Vuole più particolareggiate le notizie della mia salute? — Eccole: sto benissimo.

«Emma Dionisy.»

«Sabato mattina.

«Rivivo! Rivivo! Che buona lettera! Grazie, grazie, grazie! Non posso scriverle di più. Il perchè glielo dirò domani. Non è per Carlo, però. No, no. Glielo giuro. Lei ha ragione. Sarebbe una vera sciocchezza!»

«Lunedì.

«Sono a letto da due giorni, e il babbo è sempre in camera mia. Non mi lascia un minuto. Ma è buono, buono. Non si spaventi. Non è niente.»

«Martedì.

«Sempre... »