Ma un bel giorno — come mai? — comincia a perdere l'appetito e ad essere oppresso dal sonno. Dopo colazione, dopo pranzo — di colpo — gli piomba addosso il sonno come una schioppettata!... Egli deve fingere con Emma di aver qualche lettera da scrivere, le bozze dell'Ambrogio da correggere; si chiude nello studio e dorme. Che sia il vino?... Beve acqua e continua a dormire. È un sonno pesante; una fatica, invece d'un riposo, che gli aggrava lo stomaco e la testa. Poi, quando il tempo vuol mutare, si sente inquieto, irascibile, gli par d'essere di vetro; gli dolgono le giunture delle dita. — Che sia la gotta?... — Poi un dolorino persistente alla nuca — una punta come di tarlo che roda... — e un formicolìo alle gambe... Comincia a capire e si spaventa.

Basta, basta, villa Argentera!... Basta per il momento, e quando si ritorna, bisogna riempirla di parenti, di amici, di distrazioni. Emma è giovane, molto giovane, e ha diritto di godere il mondo, di divertirsi!


Dopo colazione: è arrivata la posta:

Emma (è seduta al caminetto. È d'ottobre, piove e fa freschino. Legge una lunga lettera del babbo che le descrive il grande successo ottenuto dall'Otello a Parigi, con Tamagno, e le esprime tutto il suo grande compiacimento, come musicista e come cittadino).

Giordano (finge di leggere il Corriere della Sera, e invece guarda, studia sua moglie: fra sè) Che bella cera!... Diventa fin troppo grassa (dopo un momento, posa il giornale sul tavolino: si alza, passeggia, va alla finestra). E intanto continua a piovere!... Quando piove, anche la campagna non è allegra.

Emma (corre anche lei alla finestra, pigliando a braccetto e stringendosi a suo marito) Perchè? A me, invece, piace tanto! Guarda! Non c'è più nessuno! Non si vede più niente! Come tutto è lontano, perduto! Mi piace tanto! (Abbracciandolo) Mi pare che siamo ancora più soli!

Giordano (scostandosi) Bada! Può venire Lorenzo.

Emma (tornando a tirarselo vicino, nel vano della finestra, con le due mani, con forza) Ma no! Anche Lorenzo, adesso, fa colazione. Da qualche giorno hai una gran paura di Lorenzo!

Giordano (guardando sempre dalla finestra) Che brutto tempo! E laggiù, come si fa sempre più scuro! Ne avremo per un pezzo.