Emma (in estasi: sorridendo) Magari! Mi par d'essere sola con te, in mezzo al mare! Di', Nino (stringendosi di nuovo e molto), non ti piacerebbe di essere in mezzo al mare?... Noi due soli — soli, soli, soli. — Che incanto! Che sogno! Che felicità! E tu? Rispondi, dunque! Ti piacerebbe?

Giordano (dopo aver starnutito perchè ha preso dell'umido) Se hai sempre detto che lo soffri il mare?

Emma (coi begli occhioni che subito si riempiono di lacrime) Come sei oggi... cattivo! Perchè mi rispondi così, cattivo?

Giordano (graziosamente) Perchè sei una pazzerella. Carina tanto, ma pazzerella molto.

Emma (torna a sorridere: appoggia le due mani alle spalle di Giordano che sta diritto: alzandosi in punta di piedi per dargli un bacio sulla bocca) Io non ci arrivo! (Un po' dondolando: sull'aria della ninna-nanna) No... no... no! Io sola non ci arrivo! No... no... no!

Giordano (le dà un bacio in fretta: poi, subito, volendo cambiar discorso) Ha scritto il babbo, non è vero? Oh, da brava! Sentiamo che cosa scrive il nostro caro papà!

Emma (mortificata: gli dà la lettera) Prendi; leggi.

Giordano (con molta nobiltà) Oh, questo no: mai. Per massima, io non leggo le lettere che non mi sono dirette; mi sembra un'indelicatezza, se non altro, verso chi le scrive.

Emma (lo guarda e non può a meno di ammirarlo: suo marito ha sempre ragione) È stato a Parigi per l'Otello e...

Giordano. No, no, no, cara. Leggi, adagio, tutta la lettera. Mi fa tanto piacere sentirti a leggere. Leggi tanto bene, hai una voce tanto bella. Siedi al tuo posto, da brava; vicino al fuoco. Dopo mi leggerai anche la lettera della mamma.