Emma (lusingata, legge le due lettere).

Giordano (intanto, seguita a camminare su e giù e pensa come intavolare il discorso della partenza dall'Argentera. Quando Emma ha finito) Brava! Tu sei molto brava e molto buona; e sei anche molto ragionevole. Questa, anzi, è la tua miglior qualità, perchè è la più rara di tutte, specialmente in una figlia unica.

Emma. E a che proposito mi dici tutto questo?

Giordano (con galanteria) A proposito... del bene che ti voglio! (Torna a passeggiare su e giù, un po' per tenersi lontano da Emma e molto per prudenza, perchè sente il sonno che è lì lì per piombargli addosso) Io, poi, devo essere ragionevole per forza; e sai come fo? Mi trovo bene in un luogo, per esempio, e non ci posso più stare? Io trovo il coraggio di dimenticare tutto il bello e tutto il buono di questo luogo, per non vederne più altro che gl'inconvenienti, gl'incomodi; se non ce ne sono, li creo, e così parto contento! All'Argentera, ecco... troveremo che ci dovrà piovere per un pezzo!

Emma (si alza, dando un balzo) Vuoi partire? Nino! Vuoi partire?

Giordano (con gran sospiro) Non io, cara, voglio; ma lo vogliono gli altri; i miei impegni precedenti. Le mie conferenze di Milano, di Napoli, di Roma, sui Precursori della Rivoluzione.

Emma (col più vivo interesse, avvicinandosi) Le tue conferenze? Hai da riprendere le tue conferenze?

Giordano. Certo: e non soltanto per la gloria, ma anche per la cattedra. (Guardando Emma: sospirando melanconicamente) Finchè resto all'Argentera, non mi passano ordinario; e tu sai che io non sono ricco come te. Io ho l'obbligo, e tanto più ora, di lavorare per vivere. Mi ha scritto il Consiglio dell'Associazione universitaria di Bologna, poi la Presidenza della Filarmonica napoletana; poi tutti quegli altri di Roma. Sono conferenze che dovevo tenere fin dallo scorso maggio. Le ho sempre rimandate per te. Ed ora... (un altro sospiro, più profondo) Desidererei, vorrei tanto, per l'egoismo mio, poter scrivere a quella gente: non vengo più; non fo più conferenze. Ma, come si fa? Il ciclo, capisci? resterebbe interrotto.

Emma (vivamente) No, no! Devi rispondere che vai! Rispondi subito che vai! (Sforzandosi per sorridere, mentre due lacrimone le rigano le guance) E... dovremo partire... presto... non è vero?

Giordano. Presto... secondo. Quando anch'io sarò pronto. Ormai, son giù di esercizio, ho tutto dimenticato; anche i miei studii. Una conferenza, specialmente la prima, a Bologna, all'Università! Credi, cara mia, una conferenza, una vera e bella conferenza, costa assai più d'un libro.