— Sì, prendi; il Mattino, il Corriere di Napoli, il Don Marzio, il Fortunio.
— Leggo io?... Ad alta voce.
— No, ti prego! Ne ho abbastanza di conferenze, di giornali, di articoli. Dicono sempre le stesse cose! Non ne posso più! Lasciami un momento tranquillo, te ne prego! (Premendosi la nuca) Sai bene, quando ho il mio dolore nevralgico, se posso chiudere gli occhi un momentino, anche senza dormire, mi passa subito.
Emma (alzandosi lentamente, svogliatamente) Allora, se mi prometti proprio che passerà... me ne vado coi miei giornali. Addio.
— Addio.
— Salutami... almeno. (Gli stende la mano).
Giordano (baciandogliela per far più presto). Ciao.
Emma (cantando «Oh dolce Napoli!» va al suo posto. È inquieta: ci sono le mosche e il sole che le dànno noia; poi si alza di nuovo perchè la tendina del finestrino non vuol calare; si arrabbia, soffia, sbuffa, pesta i piedi. Finalmente torna a sedersi, apre un giornale e cerca l'articolo). Nel Don Marzio non c'è niente?
— Sì, in terza pagina!
Emma (che ha un prepotente bisogno di muoversi e di parlare) In terza pagina! (Volta e rivolta tutto il giornale) Dov'è la terza pagina?