Emma è di nuovo felice; anche questa piccola nube è dileguata. Il cielo si rasserena così presto a vent'anni! Essa si appoggia mollemente al braccio di suo marito, e fa le scale; esce dall'albergo, attraversa piazza Colonna e si avvia per il Corso, chiacchierando, cinguettando, saltellando, allegra come l'allodoletta che frulla trillando sotto il sole di Roma.

Emma. È ancora distante, almeno, questo Aragno? Quel tuo... seccatore?

— No, cara. Ci siamo.

— Vieni ancora un pochino in giù. Sì! Sì! Sì! Nino mio! Nino caro! Accompagnami soltanto fino dal Marchesini!

Giordano Mari accompagnerebbe sua moglie volontieri. È tanto... straordinariamente bella! Tutti si voltano per guardarla, per ammirarla. Egli capisce che anche a Roma sua moglie gli farà una grande réclame. Guarda nel caffè Aragno: c'è già quell'altro che lo aspetta, leggendo il Don Chisciotte.

Giordano (con un sospiro: stringendo la mano ad Emma e guardandola con una di quelle occhiate buone, tenerissime, che la trasportano tutta in paradiso) Non posso cara, carina mia! Ma mi sbrigo in fretta; passerò anche un momento al Ministero dallo zio, per sentire un po' di questa conferenza e, dopo, torno subito all'albergo.

Emma (tenendolo sempre per la mano) Soltanto fino dal Marchesini.... Prego.

Giordano (indicandole in fondo alla prima sala del caffè un signore in tuba, magro, alto, con un vecchio soprabito nero e due lunghissimi baffi verdi appuntiti, stecchiti) Ecco il mio uomo!

Emma. L'onorevole Coco...

— No, Co-co, Co-go: Cogoleto.